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TECNICO COMPETENTE ACUSTICA AMBIENTALE 

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LA DIFFERENZA TRA SUONO E RUMORE

Nel dicembre 2003 il geometra Luigi Di Lallo è stato iscritto nell’albo della Regione Campania come Tecnico Competente in Acustica Ambientale .

Il rumore negli ambienti di lavoro
 La differenza fra suono e rumore è sostanzialmente culturale e non naturale come, apparentemente, potrebbe sembrare. Ci sono rumori che sono diventati, ad un certo momento, suoni. La diversa definizione va intesa come un diverso grado di percettività e di accettabilità. Non esiste una chiara differenza scientifica, una distinzione netta e precisa fra suono e rumore, spesso ci si limita ad una definizione empirica: il suono diletta, è cioè gradevole agli orecchi, il rumore invece arreca disturbo e fastidio. E’ forse per questo che è difficile trovare una piena sensibilità alla questione dell’inquinamento acustico.

Generalmente si pensa che siano più gravi il degrado atmosferico e quello idrico, perché al rumore, alla fine, “ci si abitua”. Eppure la fonosfera, cioè l’ambiente acustico in cui viviamo, si presenta sempre più densa di suoni, provenienti dalle “sorgenti” più disparate. Negli ambienti di lavoro e di vita (nelle città in particolare) il rumore di macchinari, automobili, aerei, moto, autobus, sirene genera difficoltà oggettive di sopravvivenza accettabile sia dal punto di vista sociale che da quello strettamente sanitario..

NORMATIVE

Il rumore è l’agente inquinante più diffuso negli ambienti di lavoro. Il D.Lgs. 81 / 2008, che recepisce direttive europee in materia di “protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro”, stabilisce le modalità di valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rischio rumore e impone tale valutazione a tutte le aziende.

Il D.Lgs. 81/08 ha ribadito la necessità di valutare i rischi fisici, e fra questi il rischio rumore, riportandone i risultati nel Documento della Sicurezza aziendale. Recentemente sono state pubblicate Linee Guida per la corretta applicazione della legislazione sul rischio rumore nei luoghi di lavoro..

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I NOSTRI SERVIZI

A partire dal 1995 lo Studio C.T.A.. ha effettuato rilevazioni fonometriche e calcoli di esposizione giornaliera e settimanale al rumore dei lavoratori per centinaia di enti e aziende in varie regioni italiane, applicando i principi generali e progettando soluzioni metodologiche personalizzate per la corretta valutazione del rischio secondo i principi della legge e della buona tecnica. Lo Studio C.T.A.. ha progettato e collaudato bonifiche di macchinari e ambienti rumorosi, applicando leggi e norme in materia di emissione di rumore e requisiti acustici degli edifici.

Oggi, con l’esperienza e l’organizzazione della struttura lo Studio C.T.A.. è in grado di offrire l’assistenza completa in materia di:

ESPOSIZIONE GIORNALIERA E SETTIMANALE DEI LAVORATORI AL RUMORE
D.P.I.
PROGETTAZIONE DI BONIFICHE
FORMAZIONE E INFORMAZIONE

IMPATTO ACUSTICO

Tra le molte diverse definizioni di rumore e inquinamento acustico quelle più convincenti stabiliscono che il rumore è “qualunque emissione sonora che provochi sull’uomo difetti indesiderati, disturbanti o dannosi o che determini un qualsiasi deterioramento qualitativo dell’ambiente (D.P.C.M. 1-3-1991)” e che l’inquinamento acustico è “l’introduzione di rumore nell’ambiente esterno o nell’ambiente abitativo tale da provocare fastidio o disturbo alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi” (Legge 447/95).

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MODELLO DI PROPAGAZIONE DEL RUMORE

Il panorama legislativo italiano si è adeguato nel corso dell’ultimo decennio alla normativa internazionale in materia di controllo del rumore nell’ambiente esterno, negli ambienti abitativi. Leggi e Norme hanno fornito ai tecnici e agli organi di controllo, ai datori di lavoro e ai cittadini:

Metodologie e procedure per la valutazione dei livelli di inquinamento acustico ambientale.
Livelli di riferimento, intesi come valori di confronto per verificare se un determinato ambiente di vita o di lavoro possiede i requisiti minimi di salute e sicurezza acustica per le persone che lo frequentano.
Diritti e doveri di ciascuno per l’attuazione di un sistema di prevenzione, controllo e riduzione del rischio acustico rilevato.

Nel 1995 è stata approvata la Legge n.447 “Legge Quadro sull’inquinamento acustico”, una legge importante che ha l’obiettivo dichiarato di salvaguardare e migliorare la salute e la qualità della vita dei cittadini e degli ecosistemi.

Questa legge stabilisce limiti e responsabilità, livelli di accettabilità e di attenzione; questa legge definisce e impone la “valutazione dell’impatto acustico” come utile meccanismo di prevenzione, preliminare alla collocazione di una sorgente di rumore o di una attività intrinsecamente rumorosa in un determinato luogo.

Ma soprattutto questa legge prevede interventi per il monitoraggio dei livelli di inquinamento acustico provocati da sorgenti mobili (traffico veicolare, aereo, ferroviario) o fisse (insediamenti industriali e artigianali) e interventi per la riduzione dei livelli di rumore ove questi superino determinate soglie legate al luogo di misura e al tempo di riferimento.

VALUTAZIONE DI IDONEITA’ DEGLI IMPIANTI ELETTROACUSTICI

Difficilmente si potrebbe pensare alla musica come fonte di inquinamento acustico. Eppure numerose misure fonometriche finalizzate a valutare l’esposizione della clientela, dei lavoratori e del vicinato, nonché prove audiometriche sui giovani e sui lavoratori che svolgono la propria attività all’interno di discoteche, pub e dei pubblici esercizi, prove di riflessi e indagini statistiche per comprendere le abitudini e gli atteggiamenti dei giovani relativamente alla musica, all’alcool e alla salute hanno dimostrato il danno biologico che un eccessivo volume di musica e rumore prodotto dagli impianti elettroacustici presenti nei locali produce sulle persone.

L’entrata in vigore del D.P.C.M. 215/99 ha richiesto a chiunque possedesse all’interno del proprio esercizio, fosse esso una discoteca, un pub o un locale di pubblico spettacolo un impianto elettroacustico, di verificare la sua idoneità o non idoneità al superamento dei limiti imposti dalla legge. L’intervento del tecnico competente in acustica ambientale prevede:

Sopralluoghi per il rilievo dello scenario di emissione di rumori all’esterno dell’attività.
Valutazione dell’impatto acustico all’esterno dell’attività ai sensi della legge 447/95.
Progettazione e collaudo di eventuali interventi di bonifica.
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